martedì 30 dicembre 2008

Scegliere di fidarsi

«Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.» (Mt 6,31-33). Gesù Cristo ci insegna che scegliere di seguire il Signore significa scegliere di fidarsi di Lui. Dio non è rigido, sa che abbiamo paura e conosce i nostri problemi, ma ci chiede di fare la cosa che troviamo più difficile: non affannarci per il domani. Noi, invece, siamo continuamente preoccupati e angustiati per le nostre scelte e i nostri progetti (in una parola, per il nostro futuro): a volte le nostre difficoltà ci sembrano così “umane” che crediamo che il loro esito dipenda esclusivamente da noi, quasi che Dio non possa fare niente. Lui, da parte sua, non ci dice di non avere progettualità, ma si raccomanda di vivere il nostro impegno all’interno del progetto d’Amore che Lui ha pensato per noi. Solo in questo modo il fardello diventerà leggero: non siamo noi la guida delle nostre vite, ma è Dio che si prende cura di noi in quanto Sue creature. La fiducia, però, deve essere totale: non ci si può fidare solo per alcune cose o solo in certe circostanze perchè il progetto di Dio è uno e investe tutta la nostra vita. Il Signore ci avverte che non sarà facile: «Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione» (Sir 2,1); le difficoltà sono parte della strada, ma Lui, per il nostro bene, ci invita ad essere costanti («Non deviate per non cadere» Sir 2,7) e pazienti: «Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro» (Sir 2,4-5). Non possiamo essere ansiosi quando non vediamo arrivare benefici immediati perchè ogni prova serve ad arrivare alla meta e l'investimento nell'Amore di Dio è a lungo termine («Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà» Lc 17,33).
Il Signore, comunque, non ci lascia soli e, come un Padre, ci incoraggia nel nostro cammino, mostrandoci l'esempio di quanti prima di noi si sono fidati di Lui («Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?» Sir 2,10) e ricordandoci che il suo Amore è talmente grande da uscire dai confini della nostra comprensione («Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai» Is 49,15).

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