Domenica 8 marzo si è tenuto a Zelarino il Convegno di Primavera dell'Azione Cattolica di Venezia. Il tema dell'incontro era: “Buona notizia: amori in corso” e il relatore Luigi Accattoli, giornalista. Il Convegno si inserisce in un percorso dell'AC diocesana volto alla promozione della comunione tra adulti e giovani sul tema dell'amore uomo-donna, che accomuna tutte le generazioni. Il relatore Luigi Accattoli parte da una poesia di Giuseppe Ungaretti nella quale il poeta cristiano si sorprende ad essere innamorato. La società di oggi si pensa non più capace di amare, perché l'amore è ormai un'esperienza banalizzata. In realtà, l'amore è un dono, si riceve; ancora di più: l'Amore è Dio e Dio torna sempre, non si stanca dell'umanità.
Allora, l'esperienza dell'amore di tutta la vita si può fare solo con un investimento di tutta la vita. Una volta era più semplice da progettare, oggi dobbiamo fronteggiare un'inesperienza nella libertà affettiva: conosciamo una libertà nell'instaurare legami affettivi che, fino a poco tempo fa, era sconosciuta e di cui siamo, quindi, inesperti. Non è così facile come crede chi riduce l'esperienza dell'amore a una libertà quasi selvaggia. L'esperienza dell'amore di coppia si può suddividere in 3 tempi. Il primo è l'innamoramento, l'amore travolgente. In questa fase si dovrebbe imparare l'importanza di ogni piccolo gesto d'amore, la naturale tendenza dell'amore a realizzare una comunione “per sempre” e la necessità di conformarsi all'altro nel momento in cui l'anima è più malleabile. Il tempo dell'innamoramento è un tempo che, in genere, finisce, al contrario del secondo tempo, quello della costruzione dell'amore, che invece non finisce mai. Nessuna coppia può dire di aver portato a compimento l'opera del proprio amore: la scoperta reciproca, l'avvicinamento all'altro dovrebbe durare tutta la vita, senza sentirsi mai arrivati o porre limitazioni alla condivisione a garanzia del proprio egoismo. Per tutti, poi, c'è il tempo della prova: nemmeno i Santi sono esenti da questo difficile momento. Per affrontarlo la coppia deve essere prudente: mettere da parte, custodire gelosamente i gesti e i ricordi accumulati nel tempo per fruirne nei giorni della prova. Nei momenti di “disamore” la coppia ci sta stretta e ci sembra di non poter più fare spazio all'altro: in quel tempo dovremmo ricordarci del dono più grande che l'altro ci ha fatto, quello di sceglierci tra tutti. In questo modo possiamo costruire l'esperienza della libertà affettiva.
Clicca qui per leggere gli appunti completi del Convegno.
mercoledì 18 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
Le relazioni: impossibili agli uomini, ma non a Dio
Una delle difficoltà maggiori dell'esperienza di vita è quella legata alle relazioni: è una questione comune alle persone di qualsiasi età perché su questo argomento non si smette mai di interrogarsi e imparare, sia nel corso degli anni, sia nel corso dei secoli.
Nelle relazioni che un individuo instaura si mescolano sogni di grandi intese, complicità, lealtà, fiducia e pace, ma anche tante paure: tradimenti, bugie, incomprensioni, fatica. Ogni giorno, infatti, facciamo esperienza, su noi stessi e sugli altri, delle virtù e delle fragilità dell'uomo; per questo secondo Z. Bauman, quando si pensa ad una relazione, non è possibile scinderne la connotazione positiva, legata al piacere di stare insieme, da quella negativa, legata alla paura di mettersi in trappola. Questa considerazione vale per tutti i tipi di relazione: di amicizia, di coppia, in società, in comunità, in famiglia e con Dio.
Per ripararsi dai rischi insiti in una relazione, l'atteggiamento di tendenza è quello di tipo economico: si investe in una relazione finché mi dà un profitto; si smette di investire nel momento in cui il costo è maggiore del guadagno oppure se si trova un “titolo” più redditizio. La possibilità di poter troncare con facilità un rapporto sembra donare serenità e sicurezza; in realtà lascia un senso di insoddisfazione, dovuto alla superficialità dell'incontro, e un senso di insicurezza, perché c'è sempre la possibilità che la chiusura venga dall'altra parte. Una relazione di vero amore, invece, parte dalla libertà di accogliere la totalità e la complessità dell'altro, accettando i rischi che derivano dal fare dono totale di sé. Ecco perché Papa Benedetto XVI ci invita a non avere paura di sognare grandi progetti di bene: “la vocazione all'amore è ciò che fa dell'uomo l'autentica immagine di Dio”. Certo, le difficoltà ci sono; dice Carlo Carretto: “Amore e sacrifizio sono intimamente legati, quanto il sole e la luce. Non si può amare senza soffrire e soffrire senza amare”. Proprio qui, tuttavia, interviene l'infinita bontà del Signore: Egli ci manda Suo Figlio il quale, con il suo sacrificio, ci dona quell'Amore capace di vincere ogni sofferenza. Nell'episodio del giovane ricco, Gesù parla chiaro: l'incontro con il Vero Amore è impossibile agli uomini, ma non a Dio. Per questo è necessario seguirlo, liberamente e senza aspettarsi un profitto: la strada della Salvezza passa per un progressivo distacco dai propri beni (oggetti, tempo, persone care) per avvicinarsi al prossimo (unica porta per arrivare a Dio) e ricevere cento volte quello che si era lasciato, ma in gioie e persecuzioni.
Nelle relazioni che un individuo instaura si mescolano sogni di grandi intese, complicità, lealtà, fiducia e pace, ma anche tante paure: tradimenti, bugie, incomprensioni, fatica. Ogni giorno, infatti, facciamo esperienza, su noi stessi e sugli altri, delle virtù e delle fragilità dell'uomo; per questo secondo Z. Bauman, quando si pensa ad una relazione, non è possibile scinderne la connotazione positiva, legata al piacere di stare insieme, da quella negativa, legata alla paura di mettersi in trappola. Questa considerazione vale per tutti i tipi di relazione: di amicizia, di coppia, in società, in comunità, in famiglia e con Dio.
Per ripararsi dai rischi insiti in una relazione, l'atteggiamento di tendenza è quello di tipo economico: si investe in una relazione finché mi dà un profitto; si smette di investire nel momento in cui il costo è maggiore del guadagno oppure se si trova un “titolo” più redditizio. La possibilità di poter troncare con facilità un rapporto sembra donare serenità e sicurezza; in realtà lascia un senso di insoddisfazione, dovuto alla superficialità dell'incontro, e un senso di insicurezza, perché c'è sempre la possibilità che la chiusura venga dall'altra parte. Una relazione di vero amore, invece, parte dalla libertà di accogliere la totalità e la complessità dell'altro, accettando i rischi che derivano dal fare dono totale di sé. Ecco perché Papa Benedetto XVI ci invita a non avere paura di sognare grandi progetti di bene: “la vocazione all'amore è ciò che fa dell'uomo l'autentica immagine di Dio”. Certo, le difficoltà ci sono; dice Carlo Carretto: “Amore e sacrifizio sono intimamente legati, quanto il sole e la luce. Non si può amare senza soffrire e soffrire senza amare”. Proprio qui, tuttavia, interviene l'infinita bontà del Signore: Egli ci manda Suo Figlio il quale, con il suo sacrificio, ci dona quell'Amore capace di vincere ogni sofferenza. Nell'episodio del giovane ricco, Gesù parla chiaro: l'incontro con il Vero Amore è impossibile agli uomini, ma non a Dio. Per questo è necessario seguirlo, liberamente e senza aspettarsi un profitto: la strada della Salvezza passa per un progressivo distacco dai propri beni (oggetti, tempo, persone care) per avvicinarsi al prossimo (unica porta per arrivare a Dio) e ricevere cento volte quello che si era lasciato, ma in gioie e persecuzioni.
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